L’inizio dell’avventura

silverymoonSilverymoon, primavera 1374 CV

Silverymoon, la Gemma del Libero Nord, capitale delle Marche d’Argento. Città di mille razze. Città di commerci, cultura, tolleranza ed avventure.

Sylar Corvus è un reietto, un senzapatria. Non ha nemmeno una stirpe che possa chiamare sua. E’ un mezzo-drow, una creatura più unica che rara. Temuto e scacciato come un elfo oscuro, non ha nemmeno il vantaggio di essere per metà umano e di poter vantare una famiglia, perché suo padre, un mercenario originario di Waterdeep, lui non l’ha mai conosciuto. Alle spalle, un passato di violenza, tradimento e sofferenza.

Non sa nemmeno lui come sia giunto qui. L’unica cosa che sa, è che i motivi che lo hanno spinto ad uscire allo scoperto, a smettere di fuggire da tutto e da tutti, sono motivi più che validi. Non ha un’opzione, non ha scelta. E’ in gioco la sua vita, o forse anche di più. E’ qui per mettersi al servizio delle Marche d’Argento, qualunque sia la missione, qualunque sia il prezzo da pagare. E non sa neppure lui da dove iniziare.

Gandrell “Ghosthand” ha appena perso il suo migliore amico, mentore e maestro di vita, Illius della Guardia Magica. Ha rassegnato le dimissioni dal suo ruolo di Cavaliere d’Argento e passa le giornate a interrogarsi sulla propria ambigua natura. Mezz’elfo. Mezzo-mago. Mezzo Mentalista. Per metà benevolo e per metà forse… no?

Sembra non ci sia in lui una sola cosa che si possa dire compiuta. Anch’egli ignora la sorte toccata ai suoi genitori e mai come adesso si è sentito solo e abbandonato da tutti. Tutti, fatta eccezione per l’amico Taern “Thunderspells” Hornblade, Alto Mago di Silverymoon e Reggente della città. E’ lui che gli ha chiesto di incontrarlo, per un colloquio “privato, informale… e segreto”. E alla sua chiamata, come a quella della giusta causa del Libero Nord, Gandrell ha sempre risposto.

Taern HornbladeLa Corte delle Stelle di Silverymoon, con i suoi ombrosi silenziosi giardini verdeggianti anche in pieno inverno, i marmi bianchi, le effigi di unicorni rampanti e i capitelli adorni d’acanto, attende il passaggio di due ospiti molto particolari, quest’oggi a mezzodì. Uno di essi, Gandrell, si è già recato qui molte volte. Le guardie al cancello, nelle loro armature scintillanti d’argento e mantelli blu notte, lo salutano con un rapido cenno del capo. Egli attraversa veloce il cortile, sale le scale, e percorre spedito il corridoio che conduce allo studio privato di Taern. Lo trova lì, come sempre, indaffarato fra le carte, assiso al suo scranno. Sulle pareti dello studio, mappe geografiche del Nord, dipinti raffiguranti personaggi di spicco. Sulla scrivania, molti oggetti dall’aspetto quanto meno esotico: sfere di cristallo, gioielli, calamai intarsiati, un astrolabio in movimento. L’anziano mago alza lo sguardo assorto dalle sue carte e saluta il giovane Gandrell.

“Benvenuto amico mio. Sono felice che tu sia qui”.
“Non potevo non giungere quando il mio Signore mi chiama.”
“Ho una missione per te. Ed importanti notizie di altra natura.”
“Sono qui per questo. Ti ascolto.”
“Prima, lascia che ti presenti il nostro ospite… Sylar Corvus! Vieni avanti, ti prego.”

Una figura ammantata esce dall’oscurità nella quale attendeva, protetto dalla sua effimera sicurezza. Sylar è un uomo dall’età indefinibile. E’ alto poco meno di Gandrell, ma più massiccio ed atletico. Il viso è affilato, segnato da una cicatrice come di una bruciatura sul lato sinistro del viso, attraverso l’occhio e lo zigomo. Gli occhi sono di un freddo color acciaio, e la pelle scura, di un colorito bronzeo, contrasta con i corti capelli bianchi, eredità della sua metà drow. Veste abiti scuri e attillati, di pelle e stoffa opaca, e indossa una corazza di metallo brunito che copre il torso, le spalle, le braccia, e non emette alcun suono se non lo scricchiolìo del cuoio borchiato. Al fianco, penzolano nei foderi di pelle nera due spade dall’impugnatura ritorta. Con una certa riluttanza si scopre il volto dall’ombra del cappuccio. Sembra un animale in gabbia, guardingo e circospetto, pronto a fuggire o a reagire con violenza a qualsiasi minaccia.

Gandrell lo osserva per un attimo, nascondendo dietro l’espressione seria del bel volto la propria perplessità circa questo misterioso individuo. Attende che sia Taern a parlare.

“Benvenuto a Silverymoon, Sylar Corvus”
“Mastro Hornblade…”
“Costui è Gandrell, detto “Ghosthand”, mio amico e mago provetto.”

Sylar gli rivolge solo un occhiata di sottecchi. Anche lui si stia chiedendo chi sia quel mezz’elfo alto e ben vestito, che stringe saldamente in mano il bastone d’argento intarsiato, e che lo scruta, anziché col timore e la diffidenza tipici di chiunque abbia mai incontrato, con un misto di curiosità e sicurezza.

“Voi non vi conoscete”, prosegue Taern, “ma presto imparerete a conoscervi. Io ho chiesto di incontrarvi perché ho da affidarvi un compito, una missione che mi sta molto a cuore. Una missione che dovrà rimanere avvolta nel riserbo.
“E’ scomparsa una persona. L’ultima volta che ne ho avuto notizie certe è stato oltre due decadi fa, e si stava recando in missione “diplomatica”, diciamo, nella città di Everlund. I miei incantesimi non riescono, stranamente, ad individuarla. L’unica cosa di cui sono sicuro, è che è ancora viva. Ma ignoro dova possa trovarsi, e quale potere possa nasconderla alle mie ricerche.”
“Il suo nome è Maristarre del Libero Nord. Nobildonna, viaggiatrice e maga. Ha studiato a Candlekeep e suo padre è un personaggio influente della nobiltù di Baldur’s Gate. E’ una delle mie protette e anche mia allieva. Ed è anche mia nipote.”
“Quali fossero gli affari che sbrigava per mio conto, questo non posso ancora rivelarvelo. Quello che è importante sappiate è che, nonostante la giovane età e l’aspetto fragile, non è una sporvveduta. Si sarebbe di certo messa in contatto con me, con ogni mezzo, anche magico, se ne avesse avuto l’opportunità. E non è comunque persona da farsi cogliere alla sprovvista. Sono piuttosto preoccupato per la sua sorte, e voglio che voi indaghiate sulla questione. Se potete, e la situazione lo consente senza rischio eccessivo per la sua persona, traetela in salvo e riportatela a me. Se no, procuratemi informazioni su dove si trovi, ed io stesso agirò per conto mio.”

“Un altra cosa: lavorerete insieme. E’ importante che ciascuno di voi si abitui all’idea che siete una squadra. Avrete bisogno delle reciproche abilità: Gandrell avrà bisogno delle lame e del sotterfugio di Sylar, e Sylar avrà bisogno delle magie e della diplomazia di Gandrell. So che siete abituati ad agire per conto vostro, ma credo sia nel vostro migliore interesse cambiare questa abitudine.”
“Per facilitare la vostra ricerca, vi dico che Maristarre cercava ad Everlund guide da reclutare per addentrarsi nelle terre selvagge. Potreste iniziare da questo. E, naturalmente, avrete bisogno di sapere qual’è il suo aspetto…”

Maristarre of NorthfreeTaern prende uno specchio e lo gira verso i suoi interlocutori, che si specchiano in esso con espressione incuriosita. Pronuncia un rapido incantamento, ed ecco che sulla superfice dello specchio, come fosse in piedi dietro i due, compare un’altra figura. Una giovane donna, bellissima ed altezzosa. Una nuovola di capelli rossi incornicia il bel viso dalla pelle sottile color d’avorio. L’abito elegante e i gioielli mostrano una natura aristocratica, come anche lo sguardo distaccato e allo stesso tempo illuminato da un’intelligenza vivace.

“Come potete vedere”, soggiunge Taern con un mezzo sorriso, “non è persona da passare inosservata, pur facendo di tutto per mascherare la sua vera identità. Sono sicuro riuscirete ad avere sue notizie in maniera discreta”.
“Vorrei che partiste quanto prima, domani all’alba sarebbe perfetto. E’ un giorno di cavallo fra qui ed Everlund. Ci sono altre domande?”

“Sì”, annuisce impercettibilmente Sylar. La sua voce è poco più di un fruscìo. “Ma vorrei portele privatamente.”
“Senz’altro. Prima però lasciamo tempo di conferire con Gandrell. Poi sarà il tuo turno.”

Sylar Corvus abbandona la sala. E’ tentato di restare nascosto nell’ombra per origliare, ma sa da solo che non sarebbe una buona idea. Le molte interdizioni e allarmi magici di Taern rivelerebbero facilmente la sua presenza. Attende il suo turno in silenzio. Quando Gandrell esce dallo studio, gli rivolge appena uno sguardo indecifrabile, e si allontana verso il cortile. Tocca a Sylar. Sono molte le domande, riguardo a sé e riguardo al misterioso straniero. Molte di queste domande, ha persino paura di porle.

Un’ora dopo, Gandrell e Sylar si reincontrano all’ombra delle chiomenere del giardino monumentale. Si crutano per alcuni silenziosi, intensi istanti. Entrambi sanno che l’altro ha discusso qualcosa di segreto con Taern, qualcosa che riguarda l’altro. Entrambi vorrebbero sapere, ma tacciono in attesa che il destino sveli le sue carte da solo.

Gandrell ha trovato un fratello, che non credeva di avere. Eppure deve tacere a Sylar questa verità, e attendere il momento opportuno. Non può fidarsi del mezzodrow, e deve prima imparare a farlo, e far si che accada anche il contrario.

Sylar ha avuto notizie di suo padre, e del misterioso personaggio noto come Bishop che lo ha inviato qui, dopo averlo condizionato mentalmente per anni, e aver ribaltato la sua stessa natura trasformandolo, suo malgrado, da scheggia impazzita di furia omicida in improbabile aspirante eroe delle Marche d’Argento.

I due si scambiano poche battute, senza convenevoli. Nessuno dei due vorrebbe aver mai incontrato l’altro. Ma apprezzano la reciproca sagacia, e intuiscono che i propri destini sono intrecciati, in maniera sempre più inscindibile ad ogni momento che trascorre. Partiranno insieme all’avventura.

L’indomani mattina, all’alba, dalla Porta Sud di Silverymoon due cavalieri si allontanano al galoppo lungo la strada che costeggia il fiume Rauvin, diretti verso sud. La città fortificata di Everlund, ai margini della Grande Foresta, è la loro destinazione. Il loro destino, incerto.

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Una Risposta to “L’inizio dell’avventura”

  1. rellollo78 Says:

    Che dire lupo, mi sei piaciuto.
    Giocata e riletta oggi mi ha fatto davvero un bell’effetto!! L’atmosfera è nella migliore tradizione fantasy e se queste sono le premesse credo e spero che raggiungeremo di nuovo alti livelli di epos…

    L’indomani mattina, all’alba, dalla Porta Sud di Silverymoon due cavalieri si allontanano al galoppo lungo la strada che costeggia il fiume Rauvin…
    alla prossima ragazzi!!!

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