Le torri di Everlund

everlund map

Everlund, la Città delle Mura. Il baluardo della civiltà ai confini della Grande Foresta. Da secoli, l’unica vera protezione per i viandanti che percorrono la Strada della Brughiera verso sud-ovest, diretti alla ricca Costa della Spada. Protetta dall’Armata della Valle e dalle sue potenti mura, costruite in due cerchie concentriche e rafforzate da decine di bastioni, Everlund è la più potente alleata di Silverymoon, e il vero e proprio braccio armato delle Marche d’Argento, più ancora delle reclusive Sundabar e delle cittadelle naniche di Adbar e Mithral Hall. Quando il Libero Nord chiama, Everlund risponde. I suoi guerrieri coperti di acciaio, alla guida del Lord Kayl Moorwalker, capo del Consiglio degli Anziani e Governatore della città, sono pronti ad affrontare qualsiasi avversario che si raduni sotto le mura della città o lungo la Brughiera Sterminata. Orchi, trolls, giganti, barbari uthgardt e persino le misteriose creature che abitano i recessi oscuri e sussurranti dell’antica Grande Foresta.

E’ qui che Gandrell e Sylar giungono, alla ricerca di una nobildonna scomparsa.
Dopo una prima notte passata in foresteria, all’ombra delle grandi mura dai camminamenti erbosi, a chiedersi quale mai sia la ragione per cui tanti viandanti e mercanti sembrano esser confluiti nella pur grande e magnifica città fortificata, i nostri sono svegliati dallo squillo di trombe nell’aria fredda e tersa del mattino.

Giù in strada, una colorata parata sfila fra la folla esultante.
E’ il primo giorno della Fiera di Primavera, che porta molti mercanti ed artigiani fra le mura della città con il miraggio di buoni commerci e scambi. E sotto la finestra della locanda, sfilano nei costumi tradizionali e portando gli stendardi coi propri colori, le Corporazioni e le Gilde degli artigiani.
Prima ancora di avere il tempo di risvegliarsi completamente, Gandrell vede Sylar gettarsi il mantello sulle spalle e correre in strada, per confondersi nella folla. Decide di seguirlo dalla distanza: non avrà problemi eventualmente ad individuarlo grazie alla propria magia.

Inosservato fra la folla, Sylar raggiunge la testa della colonna. Su un pony ingualdrappato, coi colori della Corporazione dei Mastri Chiavai, cavalca un halfling di mezza età, ececzionalmente robusto. Indossa un panciotto decorato e porta al fianco una spada dall’elsa intarsiata. Basette e baffi sono uniti a dargli un’aria di importanza, e gli occhi neri sono attenti e furbi. Un sorriso più beffardo che benevolo gli si disegna sul volto. I capelli neri, striati di grigio sopra le orecchie puntute, sono raccolti in una lunga coda. La gente lo acclama come Borun Fendelben, Maestro delle Gilde e Anziano del consiglio.
Dietro di lui procede al passo una giovane dall’aspetto grazioso e dimesso, con il viso incorniciato da un caschetto di capelli biondo miele. Porta su di se le insegne della Corporazione dei Liutai, e le sue mani corrono veloci sulle corde di un bellissimo liuto di legno bianco che tiene poggiato in grembo. Sindyl la Menestrella Mezzelfa, è la Portavoce del Popolo e amica fraterna di Borun, sua seconda in carica.

Un piccolo manipolo di guardie armate blocca di colpo la sfilata. Il capitano delle guardie parla per conto del Custode del Ponte, Lord Malvin Draga. Chiede a Borun di verificare che i permessi per la sfilata siano in regola. Fra il popolo, in festa per la parata, serpeggia un sottile malcontento. Qualcuno grida al guastafeste, ma la reazione poco amichevole delle guardie calma subito gli animi. I permessi sono in regola, e sembra che tutti se lo aspettassero. Senza farsi scoraggiare dall’interruzione, Borun risale a cavallo, rivolge ampi sorrisi alla folla e ai suoi seguaci, e si rimette in marcia verlo la piazza del Mercato della Campana, vero cuore della città.

Sylar, riunitosi a Gandrell, dirige proprio verso la piazza del municipio, nota ai più come la Piazza della Campana, dove è stata allestita la maggior parte della Fiera.
Sovrastata sul lato corto dalla mole imponente del Palazzo del Consiglio, a sua volta sovrastato dalla Torre della Campana, la piazza è il punto di ritrovo per eccellenza della cittadinanza di Everlund. Qui, i giocolieri intrattengono i curiosi, le botteghe vendono caldarroste e pane fresco, e lungo il lato del Ponte sul Rauvin è stato organizzato un torneo di balestrieri.
Persi e quasi smarriti fra la folla festante, Sylar e Gandrell dirigono alla fine verso il grande palco di legno allestito dinnanzi alle porte del municipio. Borun e la sua gente sono giunti fin qua. Sale per parlare al pubblico: suo è il discorso inaugurale della Fiera di Primavera dell’Anno delle Tempeste di Fulmini.

“Benvenuti, cari concittadini, alla Fiera di Primavera! Anche quest’anno sono lieto di darvi il benvenuto, a nome del Consiglio degli Anziani e delle Gilde degli Artigiani! E’ grazie a voi, al vostro lavoro e al vostro commercio che si alimenta la ricchezza della nostra bella città!
Vorrei innanzitutto ringraziare Lord Kayl Moorwalker, che con la sua guida saggia e illuminata benedice Everlund. E dietro di lui, Lord Draga, Custode del Ponte. Grazie alla sua opera di legislatura, e alle nuove tasse sui commerci e sulle minuterie, abbiamo potuto compiere importanti opere di restauro delle fortificazioni, e potenziare ulteriormente i commerci. Sono sicuro che un piccolo obolo in più, per voi operosi artigiani e commercianti di Everlund, è ben poca cosa, se confrontato con la sicurezza che vi offre la Guardia Cittadina che veglia sulle vostre porte la notte…”

Voci di malcontento giungono dalla folla.
L’astuto halfling sta ottenendo proprio la reazione che desiderava, aizzando il popolo contro il suo rivale politico. Borun bada alla produzione, all’artigianato e al piccolo commercio cittadino, mentre Draga si occupa dei dazi doganali e della guardia cittadina. Il malcontento per la corruzione che serpeggia fra i funzionari pubblici e gli ufficiali, e quello per le tasse sempre più aspre, è palpabile.

“Ma ora è il momento di divertirvi! Ridere, bere, cantare! E mi raccomando, gente di Everlund… SPENDETE MOLTO! E buoni affari a tutti voi!”

Gandrell e Sylar girano per le bancarelle del mercato. Gandrell si finge un giovane rampollo di nobile famiglia, Sacroisil d’Auberonne. La sua stirpe, una nobiltà di mezz’elfi proveniente dall’unione di una nobile famiglia di Cormanthor e di una casata nobiliare di Baldur’s Gate, lo ha inviato in gran tour nella frontiera selvaggia. E lui ha scelto di seguire le orme della sua amata, Lady Melvine di Waterdeep, conosciuta solo una sera ad una festa da ballo e mai più rivista, anche lei in viaggio per le Marche d’Argento. Sylar è la sua fedele guardia del corpo e amministratore delle faccende più triviali.
Con questa falsa identità, i due approfittano per fare molte domande, cercando notizie di una bellissima giovane donna dai capelli rossi giunta ad Everlund due decadi orsono circa. Ma nessuno sembra averne notizie.

Frattanto dal palco giunge la voce di Malvin Draga, Custode del Ponte. Arringa la folla contro i suoi avversari politici, sostenendo la necessità di rafforzare l’Armata della Valle e finanziare la costruzione di nuovi bastioni contro l’avanzata della Grande Foresta a sud. La gente debolmente lo disapprova, ma nessuno osa opporglisi apertamente, poiché egli ha l’appoggio della nobiltà e comanda la Guardia Cittadina.

Stanchi della folla e delle macchinazioni dei politici, Gandrell e Sylar decidono di dirigere altrove.
E’ Sylar che propone di visitare la Biblioteca Cittadina: lì con ogni probabilità troveranno uno o più membri del clero di Oghma, Signore delle Conoscenze, impiegati come archivisti o librai. Gandrell, stupito per l’approfondita conoscenza delle religioni mostrata dal suo apparentemente agnostico compare, apprezza l’idea. I due si presentano alla Torre Civica in cui viene ospitato l’archivio, e dopo breve colloquio con un giovane novizio, ottengono di poter incontrare, dopo il tramonto, Mastro Eldenseer di Oghma.

torre di everlundDopo l’ultimo rintocco della campana, lontano dalla confusione della Fiera che impazza nelle strade, due ombre scivolano silenziose verso la porta sul retro della Torre. Il giovane apprendista fa loro strada alla debole luce di una candela fra scale polverose fino all’ultimo piano della torre-biblioteca, nello studio di Mastro Eldenseer.
Costui è un uomo sulla cinquantina, col volto ben rasato e i capelli brizzolati. Ha un’espressione calma e riflessiva dipinta in volto, e concentrata. Alla luce di un solo cero bianco, è intento a trascrivere magicamente un testo in un altro libro. La sua mano sinistra appena sfiora la copertina chiusa di un tomo polveroso, mentre la destra guida magicamente una penna d’oca che traccia a velocità incredibile righe e righe di sapere sulle pagine bianche del nuovo libro.
Sospende il suo incantesimo per fissare i nuovi venuti.

“Bentrovati forestieri. Cosa vi porta alle Case della Conoscenza?”
“Buona sera, Mastro Eldenseer. Abbiamo bisogno del tuo saggio consiglio, e dell’aiuto dell’Onniscente Oghma”, dice Gandrell con voce rispettosa.

Egli sa che il sacerdote sta usando già i suoi incantesimi per individuare su di loro magie e influssi supernaturali. Inoltre, quella che è posata sul leggìo di Eldenseer non può che essere una delle famose Candele della Verità di Oghma. Alla sua luce, nessuna bugia può passare inosservata. Qualsiasi menzogna o peccato di omissione ad una precisa domanda trasformerebbero in verde intenso la luce della sua fiamma, rivelando l’inganno. Non è intenzione di Gandrell mentire al saggio sacerdote. Sa bene che i loro segreti non usciranno mai da quello studio e dalla bocca di Eldenseer. Spera solo che egli voglia aiutarli.
D’improvviso, una visione psicometrica lo pervade, mentre si concentra sull’aura personale del sacerdote. Egli vede il suo passato, come archivista nella gigantesca biblioteca di Candlekeep. Capisce come Eldenseer abbia deciso di proseguire la sua missione al servizio del suo dio nella Frontiera Selvaggia, per preservare il Sapere e la Conoscenza proprio là dove vengono ogni giorno minacciati dalla brutalità delle genti. Gandrell rimane ammirato da tanta devozione.

“In cambio del consiglio del dio, ti chiedo di poter esaminare il bastone che rechi con te, Mastro Gandrell di Silverymoon…”
“Sta bene. Ma che qualunque cosa tu scopra su di esso sia resa nota anche a me, ti chiedo.”
“L’accordo è fatto.”

“Cerchiamo una giovane donna di nobili origini. E’ esperta nelle arti magiche e nella diplomazia. Ha la chioma rossa come il fuoco e uno sguardo intenso sul volto di grande bellezza. E’ giunta ad Everlund presumibilmente due decadi orsono, e se n’è persa ogni traccia. Può il tuo dio darti indicazioni su dove cercarla?”
“Lo interrogherò a riguardo…”

Eldenseer si immerge nella meditazione. Le sue parole escono secche, distinte. Come dettate da una voce diversa dalla sua, ispirate da una magia miracolosa.

“Una nobildonna proveniente dall’ovest è in città in questo momento. E’ trattenuta contro la sua volontà da un uomo dai propositi oscuri. Quest’uomo lo si può riconoscere da un ciuffo di capelli bianchi sulla chioma nera. E’ un uomo scaltro e pericoloso, un uomo senza scrupoli.
E’ aiutato da un altro uomo molto potente in città. Ha la sua copertura, e dietro di essa trama per i suoi biechi scopi. La sorte della donna è ogni giorno più incerta. Per ora viene tenuta segregata… a cento piedi dal fiume. A cento piedi dal fiume che scende dalle nevi.”

Il fiume Rauvin… probabilmente sul lato nord-est della città, dove scende dalle montagne… Una prigione sotterranea, o qualcosa di simile. Un malfattore misterioso. Un “potente” della città… un membro del Consiglio, magari. Ce n’è abbastanza perché Gandrell e Sylar possando procedere con le proprie indagini. Maristarre del Libero Nord non sarà prigioniera nelle mani del suo misterioso aguzzino ancora a lungo.

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