Intrighi al Ballo di Primavera

I due intrusi, Gandrell e Sylar, attendono silenziosi di sapere se dovranno combattere per poter cavarsi d’impiccio. I due comunicano solo con cenni degli occhi, ma sono pronti ad agire: Gandrell ha un incantesimo offensivo pronto al lancio e il bastone Tocco del Ghoul stretto in pugno, Sylar le spade sguainate e l’espressione di chi ucciderebbe senza nessun pensiero o rimorso.

Ma oggi la fortuna è dalla loro parte, o forse dalla parte dei tre marinai che tornano a bordo della barca.
I tre si dirigono immediatamente sottocoperta, e dopo alcuni minuti che le loro voci in sottofondo indicano che non hanno alcuna intenzione di muoversi di lì, almeno per un po’, la via è libera per una furtiva ritirata.
Tuttavia, mentre Gandrell dirige verso la porta, un sussurro di Sylar lo ferma.

“Non avremo un’altra occasione come questa. Lanciami nuovamente il tuo incantesimo: rimarrò a bordo non visto a spiare costoro. Voglio proprio sentire cos’hanno in mente. E poi, li pedinerò. Ci incontreremo questa sera al ballo. Io ci sarò, anche se tu non mi vedrai. Mi farò individuare.”

Gandrell annuisce, e lancia sottovoce la sua magia su Sylar, che una volta ancora diviene invisibile all’occhio umano più attento.

“Bene così. Io troverò il modo di farmi invitare al ballo in qualche maniera. Sarò lì e potrai riconoscermi, anche se il mio aspetto apparirà un po’ diverso da quello cui sei abituato. Cercherò di tirare qualcuno di questi intriganti alloscoperto con una trappola verbale o qualche altro espediente. A stasera.”
“A stasera.”

Così, Sylar resta solo a bordo della barca.
Attentamente, sistema tutto in modo da nascondere le tracce dell’intrusione: richiude lo scrigno e la porta dietro di se. Infine, si piazza in una posizione comoda in cima alle scale che portano sottocoperta, per ascoltare i motti dei tre malfattori, che si credono soli. Invisibile, sorride beffardo: in questo momento è lui il cacciatore, è lui che guida il gioco. Conosce questa sensazione e conosce il senso di potere che ne deriva. Ma deve essere comunque prudente, e ricordarsi di non sottovalutare il nemico.

I tre stanno parlottando fra di loro di vari argomenti. Per prima cosa, Sylar ne memorizza i nomi.
Jaeger è quello basso e tarchiato che hanno trovato sulla barca la sera precedente. Merrick è quello più alto, dai lineamenti meno grossolani, cui gli altri due fanno capo in maniera più o meno evidente. Brak è l’ultimo arrivato, massiccio e dall’aspetto brutale, con la barba e i capelli incolti. Un uomo del nord probabilmente, con mezzo sangue Uthgardt nelle vene.
La loro conversazione verte sulla serata e su come si svolgerà, e su quale sarà il loro compito.
Il “Maestro Jarthon” viene citato più volte. Quella sera, Jarthon sarà al ballo in compagnia della Baronessa delle Acque Bellethee Aerantal di Yartar, in qualità di suo accompagnatore ufficiale. Dopo il ballo, al quale i tre manigoldi per ovvie ragioni non parteciperanno, Jarthon vuole che si rechino rapidamente alla “villa sulla collina”, “fuori dalla porta Ovest”. E che “attendano che il Maestro dia loro ordini” mentre “controllano il movimento di possibili intrusi”.
Ecco! Sylar sogghigna di nuovo soddisfatto. Hanno rivelato il covo delle loro losche operazioni, evidentemente. Rimangono molte cose da spiegare, come ad esempio in qual modo un manigoldo del calibro di Jarthon abbia potuto accompagnarsi alla più alta autorità di Yartar, e quale siano le loro mire finali e in quale modo, soprattutto, la donna loro prigioniera faccia parte del piano. A questo, avranno risposte più tardi. Per ora, è già molto quello che Sylar ha ascoltato.
Ora i tre riposano. Quando si metteranno in movimento, Sylar, invisibile come un fantasma, sarà loro appresso e seguirà ogni loro mossa. Sorride ancora nella penombra.

Gandrell nel frattempo si è recato in locanda per cambiarsi d’abito, e non solo.
Con il trucco, e con alcune magie di trasformazione, ha modificato leggermente il proprio aspetto. Ora appare riconoscibile a chi lo conosce, ma irriconoscibile a chi l’ha visto solo di sfuggita. I capelli sono acconciati elaboratamente in trecce elfiche, e hanno una sfumatura blu-argento sopra il naturale colore corvino. Persino il viso è truccato come quello di un cicisbeo della nobiltà di Baldur’s Gate, e l’abito appropriato al personaggio.
E’ ora di guadagnarsi un invito al Ballo di questa sera.

Pochi minuti dopo, Gandrell è di fronte all’atrio del Municipio.
I preparativi per la festa di questa sera fervono ovunque. Nell’atrio c’è una lista di invitati ufficiali. Gandrell nota subito i nomi di Jarthon e della Baronessa Bellethee, oltre a quelli, più ovvi, degli Anziani di Everlund. Il suo nome anche dovrà essere in quella lista. Nell’ufficio lì vicino, un cancelliere prende nota delle consegne e tiene anche un registro delle persone autorizzate.
Gandrell entra in azione: lo distrae con una semplice magia di disorientamento e sgattaiola dentro l’ufficio. Afferrata la penna d’oca, traccia il suo (falso) nome a metà della lista degli invitati: Sir Sacroisil D’Auberonne da Baldur’s Gate.
E’ fatta. Ora non resta che attendere la serata.

Scende la sera su Everlund e la città è in festa. L’eccitazione per il Ballo di Primavera è palpabile. Il popolino già da prima del tramonto sta festeggiando in piazza con canti e balli.

Gandrell si aggira fra la folla da diverso tempo ormai, attendendo il momento di fare il proprio ingresso. Il ballo della nobiltà si svolgerà nell’ampio giardino all’interno delle mura del municipio, ed è quasi il momento della verità. Si presenterà all’ingresso, declamerà con spocchia il proprio nome (falso) e spererà che l’attenzione dei funzionari sia bassa come lui ha sperato e nessuno scopra il suo inganno… o dovrà ricorrere alle proprie magie migliori per cavarsi d’impaccio.
Si avvicina all’ingresso, e proprio un attimo prima di entrare, dal nulla giunge un sussurro. E’ Sylar. Invisibile, lo ha individuato. Che stesse tranquillo, Sylar sarà lì dentro, con lui,a coprirgli le spalle.

“Sir Sacrosil D’Auberonne da Baldur’s Gate avete detto?”
“Certamente. Vi sfugge qualcosa buon’uomo?”
“No assolutamente Sir. Eccovi qui. Benvenuto al Gran Ballo di Primavera!”
E’ andata.

Il giardino è stato riccamente adornat e allestito con brcieri, festoni dai colori sgargianti, stendardi e tavolate conviviali. Le guardie sono presenti ovunque, discrete e non invadenti ma pronte a qualsiasi intervento. Gandrell dovrà essere circospetto.

Frattanto fuori del palazzo, dalla scala esterna Sylar si intrufola nei corridoi, dopo aver eluso abilmente le guardie all’ingresso. Percorre rapido quella via e si ritrova ad osservare la scena del ballo dall’alto di una balaustra affacciata sul giardino. Vede Gandrell. Si sta dirigendo con passo sicuro verso il tavolo al quale siedono Borun l’halfling e Syndil della Gilda dei Liutai. L’halfling sembra accoglierlo con un ampio sorriso e lo invita a sedere al tavolo.
Ma Gandrell sta guardando da tutt’altra parte: dal lato opposto della festa ha individuato Malvin Draga con i suoi invitati.

Lord Kayl MoorwalkerGiungono gli ospiti più attesi. Per primo, Lord Kayl Moorwalker con la moglie e i due figli.
Né Gandrell né Sylar si attendevano un uomo dall’aspetto così fiero e risoluto. Dopotutto, egli è stato il fondatore dell’Armata della Valle e un nobile condottiero, in prima linea contro i nemici di Everlund in molte occasioni. Alto, dall’aspetto massiccio, i corti capelli argentati e il viso fiero. Lo sguardo attento e nobile negli occhi verdi. La corazza lucente porta i segni di molte battaglie, così come la potente spada al fianco avrà abbattuto molti nemici del Libero Nord. Il mantello dorato drappeggiato sulle spalle completa la nobile figura. I giovanissimi rampolli sono una sua copia in miniatura: ancora neppure maggiorenni, ciascuno porta la corazza e la spada e un’espressione di chi non li reca solo come ornamento. Di sicuro hanno già imparato il mestiere delle armi.
Moorwalker saluta tutti i propri ospiti con deferenza e gentilezza.
Dietro di lui, segue Vaerhin l’Alto Mago e la Sacerdotessa di Corellon Larethian Yessenthe Amrallatha, sua compagna. La nobiltà elfica di Everlund, acconciata in pompa magna e prodiga di sorrisi e gesti misurati di saluto.
Infine, gli ospiti di riguardo che tutti attendevano: la Baronessa delle Acque Bellethee Aerantal di Yartar e il suo cavaliere, Sir Jarthon. La Baronessa è riccamente abbigliata e acconciata con perle e nastri, proprio come Gandrell la ricordava dall’udienza che ricevette insieme a Jours Azuremantle due anni prima in occasione dello smascheramento dei traffici della Mano di Yartar. Il capelli color miele si accompagnano al trucco dorato e argentato, e la sua composta bellezza non tradisce la mezz’età.
Il suo cavaliere Jarthon è alto e distinto, vestito tutto di nero con dettagli bianchi e argentati. I neri capelli lisci sono raccolti in una corta coda, e striati al centro da una ciocca di bianca. E’ senz’altro lui l’uomo della profezia di Oghma. Le orecchie appuntite recano ciascuna due vistosi orecchini argentati, e tradiscono la sua natura di mezzelfo.

Ma a Gandrell non sfugge nulla. C’è qualcosa nell’aspetto della Baronessa, nel modo in cui si muove distratta e risponde a mezze parole, e persino nello sguardo spento, che gli fa sospettare che ella non sia chi dice d’essere o che sia sotto l’influsso di droghe o magie di costrizione mentale. E’ sempre Jarthon a parlare al posto suo, e in questo momento conversa fittamente con Malvin Draga.

Malvin Draga - Custode dei PontiGandrell decide di entrare in azione.
Si alza e si reca al tavolo di Draga e Jarthon. Si presenta con un ampio inchino e rivela alcuni accenni sulla sua falsa identità. Jarthon appare da subito molto interessato a stabilire buoni rapporti d’amicizia con un giovane e apparentemente manipolabile membro della nobiltà della Costa della Spada. La Baronessa non sembra neppure in retti sensi: distoglie lo sguardo e rifiuta ogni confronto. Potrebbe essere addirittura lei, mascherata magicamente e sotto controllo mentale, la donna che stanno cercando.

Il Ballo si sta per concludere, ma non la serata.
Jarthon e Draga invitano Gandrell ad unirsi a loro per una “riunione fra gentiluomini” nella villa di Draga, fuori città, quella stessa notte. Saranno presenti anche Moorwalker, che sembra aver accettato di cattivo grado l’invito del Custode del Ponte, e la Baronessa ovviamente, per “discutere di affari e di nuovi proficui accordi commerciali fra Everlund, Yartar e le città commerciali della Costa della Spada”.
E’ l’occasione che Gandrell aspettava. Accetta l’invito e si ritira in locanda per riposare e combiarsi d’abito. Il ricevimento è comunque agli sgoccioli, e molti invitiati stanno abbandonando il municipio per rincasare, visto che è ormai notte tarda.

Sulla via del ritorno, Gandrell viene di nuovo avvicinato da Sylar.

“Rimarrò invisibile ma ti seguirò e ti coprirò le spalle. Stanno tramando qualcosa, li ho sentiti. Forse la donna è prigioniera proprio in casa di Draga.”
“Sono d’accordo. Non rivelarti finché il mio doppiogioco tiene banco. Approfittane per cercare un possibile nascondiglio, io voglio tirare allo scoperto quegli impostori e capire cosa stanno tramando. Quella non è la Baronessa, o se è lei non è in retti sensi.”
“Buona fortuna allora.”
“A te.”

Un uomo attende Gandrell davanti alla locanda, a notte fonda. E’ Brak, uno dei tre scagnozzi agli ordini di Jarthon. Si offre di accompagnarlo alla villa fuori città. Gandrell non può rifiutare, ma insiste per muoversi al passo per “godere la fresca nottata primaverile” sperando che Sylar, appiedato, riesca a tenere il passo.

Escono dalle mura di Everlund e si dirigono attraverso le campagne circostanti verso nord-ovest. Lì, su un’ansa del fiume Rauvin, giace nella notte una grande casa fortificata, con una torre di guardia. Lì dentro, questa notte, i nodi verranno al pettine e un intrigo sarà svelato. E forse qualcuno pagherà per queste losche trame. Gandrell è attento e vigile e Sylar, che lo segue silenzioso a passo veloce, è ansioso di spillare sangue.

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