Archivio per ottobre, 2008

Ritorno e ripartenza

Posted in Cronache, Racconti with tags , , , , on 28 ottobre, 2008 by solidtom

L’aria fresca della notte e l’oscurità accolgono i nostri al ritorno dal loro viaggio. Non sono sicuri di dove si trovino, se nella Grande Foresta o altrove nel Faerun, ma l’unica cosa di cui sono sicuri è che sono tornati indietro. Gli odori… una sensazione dimenticata durante i lunghi giorni passati confinati nel Semipiano della Notte. Odore di erba, di umidità, di cose vive.

Gandrell, Sylar e Scarloc alzano gli occhi al cielo a guardare le stelle sopra il loro capo. Brillano come la notte in cui hanno varcato la soglia del circolo di pietre, hanno attraversato il portale e sono stati catapultati in una realtà che sembra ora essere solo un brutto incubo.

I ricordi degli orrori e delle insidie di quel luogo dimenticato dagli dèi ancora affollano la mente di Gandrell. Il silenzio innaturale, il cielo sempre avvolto nel buio del crepuscolo senza stelle, la brezza sottile proveniente da chissà dove, l’orizzonte piatto e inquietante, e spettrali torri di cristallo magico che sorgono dal nulla nel mezzo di un oceano mistico abitato da mostruose presenze. E’ lì che hanno affrontato magie potentissime, morti viventi e spettri antichi, una legione di guerrieri drow al comando di un’entità femminile di nome Savera dalle sembianze di drow ma che nascondeva ben altra demoniaca natura, e infine la minaccia di Mourel Duskwalker, Colui Che Cammina Al Crepuscolo. Un Elfo delle Stelle, una volta, che aveva tradito la sua gente tentando di aprire la via al semipiano idilliaco di Sildeyuir in cui vivevano in volontario esilio dalle guerre e brutture di Toril ad una specie di orridi invasori extraplanari. Ed era stato dalle sue stesse genti condannato ad un eterno esilio in una scheggia del semipiano originario, staccata con un sortilegio e lasciata a vagare nel multiverso. Quella scheggia era divenuta il Sempiano della Notte, e il palazzo un tempo principesco di Mourel la sua stessa prigione e tomba, il Sepolcro del Crepuscolo. Mourel, impazzito per essere stato per sempre imprigionato in quel luogo senza via di fuga, con l’aiuto del suo non meno folle apprendista Kijal Stardancer s’era fatto trasformare in qualcosa… qualcosa di non vivo, e di non morto allo stesso tempo. Solo la mente folle di Mourel era sopravvissuta, insieme al suo cervello, conservato in una giara. Un triste e macabro simulacro di quello che un tempo era stato un potente Mentalista.

Ricorda, Gandrell, lo scontro con Mourel nella sua torre infestata di morti viventi, le sue lusinghe per cercare di aver la “vita” salva di fronte al pericolo di essere distrutto. La delusione per aver scoperto che Maristarre non si trovava confinata nel semipiano, che non aveva mai varcato quel portale, che quel viaggio era stato per loro un rischio inutile.
Ricorda le menzogne di Mourel, il suo prevedibile tradimento. Aveva tentato, Gandrell, di dar fiducia a quella creatura patetica e triste, dopo aver “toccato” mentalmente gli abissi orrendi della sua follia ed esserne rimasto sconvolto. Forse pensava, Gandrell, che così avrebbe potuto riscattarsi della spietatezza mostrata troppo di frequente negli ultimi tempi, dando a Mourel l’opportunità di riprendersi parte del suo onore perduto, impegnando in battaglia mentale la terribile Savera mentre loro sarebbero fuggiti con la chiave del portale recuperata dopo strenua battaglia contro un temibile golem guardiano. Invece, le sue speranze erano state tradite dal malvagio, corrotto e irrecuperabile Mourel. Solo per la prontezza di Scarloc avevano evitato di essere condannati a rimanere intrappolati per sempre nella Tomba del Crepuscolo, perdipiù in compagnia di Savera e dei suoi guerrieri drow. Invece, alla fine erano stati loro tre ad attraversare il portale e a far ritorno nel Faerun, condannando all’esilio eterno Savera e i suoi seguaci, dopo aver spacciato per sempre Mourel.

Sempreché si trovino davvero nel Faerun.
Un rapido sguardo intorno a sè, e gli occhi attenti di Scarloc e di Sylar riconoscono, oltre al cerchio di pietre, la morfologia della foresta ed il cielo stellato. Sono tornati indietro al punto di partenza, ma non sanno in quale tempo. Nel Semipiano della Notte il tempo scorre alterato, forse più lento forse più veloce, e non sono in grado di dire quanto tempo sia passato nel Primo Materiale da quando hanno attversato il portale a quando hanno fatto ritorno.

“Dalle stelle si direbbe che è passato pochissimo tempo” sentenzia Scarloc.
“Ma potrebbero essere invece passati anni… e noi semplicemente siamo “tornati” nello stesso periodo…” soggiunge Gandrell per frenare gli entusiasmi.
“Comunque, quello che importa è che siamo tornati indietro, in un modo o nell’altro. Sempre meglio che rimanere imprigionati per sempre in quel luogo di tenebra.”
“C’è un modo molto semplice per scoprirlo” li interrompe Sylar con il suo solito pragmatismo. “Dirigiamoci verso Druid’s Grove. Potremmo essere lì fra tre ore se ci muoviamo.”
“E sia, un altro piccolo sforzo allora…”

Tre ore dopo, i nostri sono di nuovo a Druid’s Grove.
Nonostante sia notte fonda, gli elfi sono attenti e vigili, e le vedette li avvistano e raggiungono prima ancora che abbiano messo piede nel perimetro interno. La prima cosa che chiedono agli elfi, che comprensibilmente sono stupiti della domanda, è quanto tempo sia passato dalla loro partenza.
“Una sola notte”, è la confortante (e allo stesso tempo sconcertante) risposta.
Finalmente al sicuro dopo la marcia notturna, la fuga dalla Tomba del Crepuscolo e tutti i pericoli affrontati, Sylar, Gandrell e Scarloc hanno solo la forza di rifocillarsi con cibo e acqua fresca prima di piombare in un sonno profondo e ristoratore. L’indomani decideranno il da farsi.

La luce del sole ha appena iniziato a filtrare fra le fronde della foresta, quando i nostri riprendono coscienza. Il primo pensiero di Gandrell è per la loro missione. Dove dirigeranno ora? Dove mai potrà essere finita la donna sulle cui tracce si sono messi da Silverymoon? Sembra nuovamente svanita nel nulla, inghiottita dalle ombre della Grande Foresta.
Di nuovo, Scarloc viene interpellato.

“…Mi disse solo che cercava delle rovina ad est. Potevano essere bene le rovine di quel cerchio di pietre, là dove abbiamo attraversato quel portale…”
“A questo punto, lo escluderei definitivamente” conclude Gandrell. “Molto probabilmente, cercava qualcos’altro… altre rovine, più ad est.”
Il Mistico fa ricorso a tutte le sue conoscenze. Ricorda fra l’altro degli eventi occorsi prima di giungere a Druid’s Grove, dell’assedio di Sundabar da parte dell’orda dell’Orso Blu.
“Hellgate Keep!” Esclama d’improvviso.
Sylar gli rivolge uno sguardo incredulo e al tempo preoccupato.
“Vuoi dire che quella pazza sta dirigendosi laggiù?”
“Sono le uniche rovine ad Est… ai confini della Foresta. E poi, tutto combacia… il mio sesto senso mi dice che tutti gli eventi recenti cui abbiamo assistito, se ben ricordi, conducono lì.”
“Questo è un bel problema…”
“Temo…”

Scarloc li interrompe.
“Non so di cosa stiate parlando, se non vagamente. So che al limitare della Foresta, nel territorio di Turlang, vi sono delle antiche rovine maledette, dove un tempo si annidava un gran male, e poco più. Però penso che dovremmo conferire con Radje di nuovo. Voglio parlargli di quel che abbiamo affrontato e della minaccia del Duskwalker che è stata sventata. E forse potrà suggerire qualcosa che aiuti anche la vostra ricerca…”
“Mi pare una buona idea. Ho anch’io qualche domanda per lui…” lo asseconda Gandrell.

Trovano Radje nello stesso posto dove l’hanno lasciato, nella nicchia fra i rami, assorto in meditazione. Apparentemente non ha mai cambiato neppure posizione. Come al loro primo incontro, l’anziano druido cieco sembra percepire la loro presenza prima che ciascuno di loro abbia aperto bocca.
“Bentornati fratelli”, li accoglie.
“Il Duskwalker non è più una minaccia per la nostra comunità e per la Foresta”, sentenzia poi prima ancora che ciascuno di loro possa introdurre l’argomento. “Sento che è così. Avete reso un grande servigio a Druid’s Grove e non solamente. Io vi ringrazio.”
“E’ così, druido. La minaccia di Colui Che Cammina Nel Crepuscolo è sventata.” Conferma Gandrell.
“Ma c’è però un’altra creatura, coi suoi seguaci, che ora si annida nel regno del Duskwalker” si introduce Sylar. “Una creatura di nome Savera. Potrebbe essere una nuova minaccia…”
Gandrell si volge verso il compagno. Ha capito che Sylar non è tipo da lasciare conti in sospeso alle proprie spalle. Una buona abitudine per un drow. E sebbene Savera sia ormai meno che una minaccia per loro, e probabilmente lei e i suoi drow siano destinati a morire d’inedia o quantomeno a non poter mai più fuggire dall’esilio nella Tomba del Crepuscolo, la prudenza non è mai troppa: Mourel Duskwalker è stato la dimostrazione del fatto che il pericolo non è mai allontanato abbastanza, se non quando completamente sradicato.
“E’ una legge universale della Natura” sentenzia Radje in tutta risposta. “Un animale muore o perde la tana. Un’altro animale la occupa. Ma non sento una minaccia imminente per la mia gente, e pertanto siate voi a decidere il da farsi.”
Un rapido sguardo fra Gandrell e Sylar e appare evidente ad entrambi che nessuno dei due desidera ora varcare di nuovo il portale per andare ada frrontare un pericolossissimo e vendicativo avversario che li attende dal lato opposto. Posseggono la chiave astrale, dopotutto, possono tornare indietro a saldare i conti quando vogliono, se dovesse essere necessario.
“Forse in un altro momento.” Conclude Gandrell.
“Il mio compito è dunque terminato qui?” Chiede Scarloc.
“Per ora, la minaccia è sventata. Druid’s Grove vi è grato.”
La risposta è sufficiente.

Poco dopo, i nostri sono riuniti in conciliabolo per decidere sul da farsi.
La decisione di puntare verso Hellgate Keep è presa, ma bisogna tracciare un percorso che permetta loro di seguire quello probabile di Maristarre. E quel percorso sembra passare inevitabilmente per i territori di Turlang. Una sfida di certo non priva di pericoli.
“Posso guidarvi fin lì, e forse attrraverso il territorio di Turlang” dice Scarloc. “Ma non posso garantirvi che lui vorrà lasciarci passare. E’ lui il signore incostrastato della Foresta, lì. E noi dovremo piegarci alla sua volontà, o soccombere.”
“O convincerlo…” soggiunge Gandrell
“O raggirarlo…” conclude Sylar. “Tu portaci lì. Poi penseremo al da farsi.”
“Vi porterò. Il mio destino sembra puntare laggiù del resto. La spada ammazzadiavoli di mio padre, l’arma del mio totem tribale… ci sarà pure un motivo per il quale la brandisco, ora, e per il quale ho dovuto affrontare le Prove del Pozzo di Beorunna.”

Sylar e Gandrell non sanno molto di questo e dei trascorsi del giovane cacciatore e guerriero. Sanno solo che egli, sebbene un po’ avventato e ingenuo, possiede un cuore forte e temerario, ed hanno avuto modo loro stessi di valutare la sua forza e ferocia in battaglia. La spada a due mani che reca con sè è sicuramente un’oggetto antico ed estremamente potente. L’hanno vista, avvolgersi di fiamme e bruciare morti viventi, demoni e creature immonde nella Tomba del Crepuscolo, e senza l’aiuto di Scarloc probabilmente non sarebbero mai sopravvissuti al viaggio extraplanare.

La decisione è presa: partiranno alle prime luci dell’alba. Scarloc lascia Sylar e Gandrell a rimuginare, mentre si occupa dell’equipaggiamento e delle provviste per la spedizione.

“Hellgate Keep… una bella impresa. Cosa sai di quel luogo Gandrell?”
“Non molto più di quel che ti dissi al tempo. Le rovine sono quanto resta di una fortezza elfica risalente ad epoche antichissime, al reame di Ascalhorn. Gli elfi furono corrotti dalle loro magie, evocarono i demoni Tanar’ri, e questi presero il controllo della cittadella. Quel luogo è stato per duemilacinquecento anni un bastione del Male nelle terre del nord, uno dei luoghi più pericolosi del Faerun. Molte volte in molti hanno tentato di porre fine ai giorni della stirpe di demoni che lo governava, ma senza successo. Infine, cinque anni or sono, un gruppo di Potenti, guidati da Khelben Astanera Arunsun di Waterdeep, usò un artefatto, il Globo di Mythantar, per distruggere definitivamente le rovine. Il potere dell’oggetto scavò una voragine nella montagna, scagliando la fortezza e i suoi stessi abitanti in un esilio extraplanare non diverso da quello toccato a Mourel Duskwalker. Quel che rimane ora è un luogo di magia selvaggia, misteriosi fenomeni paranormali e misteri… e tesori sepolti che in molti cercano, trovando la morte laggiù…”
“C’è dunque ancora qualcosa fra quelle rovine? Qualcosa di quell’antico male?”
“E’ ragionevole supporre che qualcosa sia sopravvissuto…”
“E chi sono gli stolti che si recano laggiù? Davvero lo fanno per la brama di tesori e ricchezze?”
“Perlopiù. Ma non si ha notizia di nessuno che in tempi recenti sia riuscito ad avvicinarsi, né tantomeno ad esplorare le rovine e tornare indietro…”
“E c’è qualcosa anche per te laggiù, vero amico mio?”

Gandrell ha un brivido improvviso.
Non riconosce la voce di Sylar. Si volta a guardarlo e incontra uno sguardo innaturale, penetrante come non mai. Gli occhi del mezzodrow hanno un color porpora e una strana luce, e la sua espressione tradisce una supponenza che va oltre l’abituale sarcastica malizia del suo compagno.
“C-Cosa? Come hai detto?”

“Come ho detto cosa?” risponde Sylar. Ha visto per un attimo l’espressione normalmente impenetrabile di Gandrell tradire sbigottimento e paura. Ha sentito di avere avuto tante volte lui stesso quell’espressione, durante le proprie visioni.
“Che succede, Gandrell?”
“Niente. Nulla. Ho detto: non saprei”.
“Non hai detto questo. Cosa hai visto Gandrell?”
“Nulla… Non so…”
“Certo che lo sai invece! Hai visto qualcosa di strano in me? Ti sono sembrato strano? Hai pensato di udire parole che non ti aspettavi? Parla!”
“Io… non…”
“Amico, fidati. So di cosa si tratta. Mi è successo altre volte, ricordi?”
“Forse.”
“Non credevo potesse farlo anche a te. Ma dovevo sospettarlo.”
“Ma chi è? Cos’è?”
“Non sono sicuro neppure io. Il suo nome è Bishop. Forse. Ed è potente. Molto potente.”
“Cosa vuole da te? Da me?”
“Credimi, Gandrell, se lo sapessi non esiterei a dirtelo. Ma ho imparato a non domandarmelo troppo, e a non contrariarlo troppo. Prima o poi dovrà rivelarcelo.”
“Che potere ha?”
“Può farti molto male. Può popolare i tuoi sogni trasformandoli in incubi. Può piegare la tua mente al suo volere.”
“Capisco. Credo voglia che mi rechi laggiù. Ad Hellgate Keep.”
“Non mi stupisce. Sto scoprendo che praticamente tutto quello che ho creduto di voler fare negli ultimi tempi, in realtà l’ha voluto lui. Forse voleva che ti incontrassi. Non so… Possiamo solo aspettare.”
“Concordo. Inutile preoccuparsene ora.”

Alle prime luci dell’alba, tre viandanti lasciano nuovamente il tranquillo riparo di Druid’s Grove.
Sono diretti ad est, attraverso la Grande Foresta, attraverso il territorio di Turlang. Verso Hellgate Keep, e nuove avventure.

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Ellissi narrativo

Posted in Cronache, Racconti, Tecnici with tags on 14 ottobre, 2008 by solidtom

Sono intercorse diverse sessioni di gioco dall’ultimo resoconto.
Durante queste sessioni, oltre ad un cambio di sistema di gioco (vedi post precedente), i nostri eroi hanno affrontato un viaggio interdimensionale e si sono ritrovati alle prese con una nuova mortale sfida nella Tomba del Crepuscolo, in un semipiano di esistenza in cui un mago non-morto Elfo delle Stelle era stato intrappolato in epoche lontanissime dalla sua stessa razza dopo essersi reso responsabile dell’invasione del Semipiano di Sildeyuir dove gli stessi Elfi delle Stelle s’erano rifugiati in esilio volontario dal Faerun da parte dei Nilshai, una razza di malvagi invasori extraplanari.

Il motivo per il quale non sono state dettagliate è stata semplicemente la mancanza di tempo. Ho diversi drafts da parte in attesa di revisione e completamento, e quando saranno pronti li pubblicherò tutti insieme. Però, per non perdere la continuità del racconto nel frattempo, lo ricominciamo da quando i nostri sono riemersi dal portale nella Grande Foresta, la scorsa sessione.

From RM to D&D

Posted in Tecnici with tags , , , , , on 14 ottobre, 2008 by solidtom

Il passaggio è stato doloroso ma necessario.
Le sessioni sono più veloci e soprattutto c’è meno lavoro per me.
E, nonostante i timori iniziali, la 3.5 scorre abbastanza bene, almeno per il momento.

NB: alcune modifiche ai personaggi e al loro concept di base sono state necessarie, specialmente per Sylar, il quale è passato da due spade alla spada a due lame, per comodità.
In attesa di un post con le statistiche dei personaggi complete per la 3.5: Gandrell è diventato Wiz3/Psi3/Cerebramancer1, Sylar un Rgr3/Pwr4